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Popolo di lisci, oggi in occasione della visita della Liscìa Catanese a Radio Studio Centrale e in occasione dell’argomento che verrà trattato “il catanese e la nascita”, ho raccolto le 5 spiegazioni più belle ed esaustive. di questa famosa opera.

“In quest’opera letteraria l’autore intende rievocare la nascita della figlia Matilde enfatizzando l’ansia provocata dall’attesa, tema principale dell’opera. Egli vuole mettere in evidenza come spesso nella vita l’attesa si carica di un sentimento angoscioso espresso con le parole “mi facisti divintari sangu acqua”. Ed è proprio quest’ultima affermazione che diventa il fulcro principale dell’opera, in essa è espressa tutta l’incazzatura dovuta al fatto che Matilde non si decide a nascere. Un’opera originale ricca di sentimenti spesso contrastanti, quello dell’angoscia provocata dall’attesa e quello della gioia provocata dalla nascita della fanciulla, avvenuta alle ore 20:30 del 24/11/2014. Questo contrasto si osserva in particolare nella firma dell’autore ‘il tuo papy’, che lascia immaginare il mutamento dei sentimenti nell’animo del padre dopo la nascita della fanciulla. Durante l’attesa il padre “aveva u sangu acqua”, dopo la nascita il “papy arrifriscau”. Quest’opera lascia all’immaginazione del lettore come la piccola Matilde sarà una donna che si farà attendere e farà diventare “u sangu acqua” a tante persone.”

Liliana Luca 

 

“Mia cara Matilde, delizia sentimentale di padre tuo
tutte le tribolazioni avvenute e a cui sono sopravvissuto sono state causa tua, ma malgrado tali sfortunati eventi abbiano reso il mio corpo fiacco e logoro come se dentro venisse irorato non sangue ma acqua di fonte, ti amerò per sempre.”

Alfio Giuseppe Grasso 

 

“Ci provo. Trattasi di un’iscrizione poetica encomiastica, altrimenti detta epigramma, che il papà, di cui ignoriamo il nome, ha dedicato alla figlioletta appena nata, Matilde, come si evince dalla dedica all’inizio del componimento stesso. Da notare ilsentimento di trepidante attesa che ne emerge, dato dalla “trasformazione “di un elemento liquido in un altro e la data e la firma, volutamente scritte, come a testimoniare l’hic et nunc dell’evento.”

Manuela Geraci 

 

“Mia amata Matilde, tanto è stato il tempo che ho trascorso da apparirmi quasi infinito, seppur trepidando per l’agognato lieto evento, la tua nascita mi ha così colmato di gioia da rendermi inerme, tanto furono le emozioni provocatemi, quasi come se non mi scorresse più sangue in corpo, ma semplice, limpida, pura acqua.
Con immenso affetto,
Il tuo papà”

Giuseppe Colombo Francesca Sessa

 

“In quest’opera l’artista, che decide volutamente di rimanere anonimo, vuol esprimere, o meglio dire, imprimere in modo indelebile nel graffito gentilmente omaggiato alla struttura ospedaliera in cui Matilde è venuta al mondo; il suo stato d’animo afflitto per l’approssimarsi del lieto evento; purtroppo per sventura dello stesso, evento che si protrae per un tempo illimitato ed insopportabile. Da qui l’artista diventa “mistico” , egli muta …. sveste i panni di pittore, diventando un nuovo messia; egli tanto è provato dalla sofferenza che riesce a trasformare il suo sangue in acqua”

Lella La Magna 

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Cos’è la Liscìa Catanese?

Chi è Catanese sa benissimo cos’è la Liscìa e sa benissimo che è soltanto una prerogativa del Catanese.La Liscìa non è umorismo o cabaret, La Liscìa è naturalezza e spontaneità. E’ quel carattere insito nel Catanese che trova maggior espressione nelle situazioni più varie e talvolta tristi. La Liscìa è l’oro dei catanesi, è magia ed è il modo più efficace per sdrammatizzare, per far sorridere chi motivi per sorridere non ne ha, per dire la propria in modo ironico e divertente.