giovedì , 21 settembre 2017
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A Catania, chi si ferma è perduto

A Catania chi si ferma è perduto.

La città si sveglia presto,inizia con i cavalli che corrono per le strade prima che il sole si alzi,è un’immagine quasi romantica accompagnata dal suono degli zoccoli sull’asfalto.
Non fai in tempo a rigirarti nel letto che ti trovi già in macchina in Via Vincenzo Giuffrida all’interno di un festival di genitori in fila, stile gran premio di Montecarlo, per raggiungere con il miglior giro le scuole Dante Alighieri e Carducci,e poi finito il gran prix iniziano i tour guidati nei bar della città: “mbare nu pigghiamu n’cafè?se,staiu scinnennu.,’nminutu”, si susseguono due, tre, quattro colazioni che manco fosse una puntata di Masterchef!!
Il pranzo è una sorta di celebrazione sacra con i nonni che ingozzano i nipoti preoccupati dalle trasmissioni televisive sulla nutrizione.
Il pomeriggio si divide in lavoratori e “spacinnati”, lavoratori che corrono per raggiungere clienti o che aspettano negli uffici i clienti che sono a loro volta ostacolati dagli spacinnati che occupano quasi abusivamente il suolo pubblico intralciando le principali arterie della città, insomma una lotta tra classi sociali!!
La cena fuori a Catania è un “must”.Inizia con un giro di chiamate per l’appuntamento che è solo orientativo,cioè tu hai appuntamento alle 21 e ciò significa che alle 21 puoi pensare di partire da casa,ció a sua volta significa che prima delle 23.30 sarai ancora in un limbo tra il caffè e l’amaro.
Un sistema consolidato di orari che si trasmette da generazioni.
Ma non è finita!Dopo cena non puó mancare “il ciospo”(chiosco per chi non vive nell’isola)elemento cardine della vita catanese: “avaja mbare pigghiamuni na cosa…un seltz”che serve a digerire anche il digestivo…o, per i più altolocati, un mandarino a limone o tamarindo…
Ma non finisce mica qui! Non puoi ancora tornare a casa nemmeno se domani hai udienza a Siracusa alle 9 o se alle 6 devi essere in aeroporto, devi decidere se accompagnare dal paninaro il tuo amico che diceva di non avere fame ma che improvvisamente,dopo non avere cenato, ha un calo di zuccheri, oppure andare a prendere un pezzo di colazione…
 
si son fatte le 4…ma tu sei catanese e felice….
 
a Catania chi si ferma è perduto.
a cura di: Fabrizio Furnari per La Liscìa Catanese

Scritto da Andrea Carollo, La Liscìa Catanese

La Liscìa Catanese non è umorismo o cabaret, La Liscìa è naturalezza e spontaneità. E’ quel carattere insito nel Catanese che trova maggior espressione nelle situazioni più varie e talvolta tristi. La Liscìa è l’oro dei catanesi, è magia ed è il modo più efficace per sdrammatizzare, per far sorridere chi motivi per sorridere non ne ha, per dire la propria in modo ironico e divertente.

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