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“Matilde ma fattu fari u sangu acqua”: la parafrasi dell’opera

Parafrasare le delicatezze catanesi per far comprendere quanto possiamo essere poeti

matilde

“In quest’opera letteraria l’autore intende rievocare la nascita della figlia Matilde enfatizzando l’ansia provocata dall’attesa, tema principale dell’opera. Egli vuole mettere in evidenza come spesso nella vita l’attesa si carica di un sentimento angoscioso espresso con le parole “mi facisti divintari sangu acqua”. Ed è proprio quest’ultima affermazione che diventa il fulcro principale dell’opera, in essa è espressa tutta l’incazzatura dovuta al fatto che Matilde non si decide a nascere. Un’opera originale ricca di sentimenti spesso contrastanti, quello dell’angoscia provocata dall’attesa e quello della gioia provocata dalla nascita della fanciulla, avvenuta alle ore 20:30 del 24/11/2014. Questo contrasto si osserva in particolare nella firma dell’autore ‘il tuo papy’, che lascia immaginare il mutamento dei sentimenti nell’animo del padre dopo la nascita della fanciulla. Durante l’attesa il padre “aveva u sangu acqua”, dopo la nascita il “papy arrifriscau”. Quest’opera lascia all’immaginazione del lettore come la piccola Matilde sarà una donna che si farà attendere e farà diventare “u sangu acqua” a tante persone.”

 

Commento di: Liliana Luca

Scritto da Andrea Carollo, La Liscìa Catanese

La Liscìa Catanese non è umorismo o cabaret, La Liscìa è naturalezza e spontaneità. E’ quel carattere insito nel Catanese che trova maggior espressione nelle situazioni più varie e talvolta tristi. La Liscìa è l’oro dei catanesi, è magia ed è il modo più efficace per sdrammatizzare, per far sorridere chi motivi per sorridere non ne ha, per dire la propria in modo ironico e divertente.

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