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Le 5 Frasi del Catanese alla Guida

“..più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in patticolare Palemmo agli occhi de’ mondo… hee… lei ha già capito, è inutile che io glielo dica… mi veggogno a dillo… è il traffico!”

Una delle più belle scene del celeberrimo film “Jhonny Stecchino” torna di moda ai giorni nostri. Perchè? Perchè così come Palermo, a Catania oggi più che mai il traffico rappresenta una piaga difficile da estirpare e migliorare.

Ma come si comporta il Catanese alla guida?

Quali sono le frasi più comuni che pronuncia con eleganza e raffinatezza?

Scopriamolo qui, insieme, con le 5 frasi tipo del Catanese alla guida

1) CCHI MINCHIA CI SONI?

Frase pronunciata con fare nobile dal Catanese medio in coda al semaforo. Allo scattare del verde infatti, il Catanese è solito sollecitare le autovetture dinnanzi a sé suonando il clacson. Colui che riceve “la cazziata sonora” dal Catanese in oggetto, non comprendendo il motivo di tale gesto, pone la fatidica domanda “ cchi minchia ci soni ca l’autri ravanti a mia su femmi?”

2) MA CU TA RESI A PATENTI?

Frase pronunciata dal Catanese quando qualcuno dinnanzi a sé effettua una manovra non consentita dal codice stradale. E’ inutile sottolineare il fatto che in quel preciso istante, il Catanese indossa la veste di professionista della guida e massimo conoscitore del codice della strada. Infatti,se potesse in quel momento avere il potere di revocare patenti combinerebbe una strage.

3) A’ FRECCIAAAAAAAAA

“in un veicolo, l’indicatore di direzione è il complesso di dispositivi luminosi atto a segnalare agli altri veicoli in circolazione l’intenzione di cambiare direzione, di immettersi o uscire dal flusso della circolazione, cambiare corsia o effettuare inversioni a U”. L’indicatore di direzione citato poc’anzi, a Catania è “ a frecciaaaaa”. Si, con tante “a” perché con questa frase il Catanese intende avvertire con tono arrabbiato colui che si scorda a metterla tempestivamente.
Accompagnato a questo vi è spesso la frase “ oramai mancu l’indiani” che altro non è che un chiaro riferimento al fatto che la freccia è ormai un’arma in disuso da anni anche dal popolo indigeno.

 

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4) MBAREEE, NSECUNNU E A SPOSTU!

Spesso e volentieri il Catanese non parcheggia in doppia fila o malamente perché non vi è parcheggio disponibile in quel momento, ma perché sente il bisogno costante di posteggiare davanti ciò che gli interessa. Accorgendosi di aver posteggiato male il suo mezzo intralciando magari qualcuno che ha necessità di andar via, anziché spostare la macchina punta dritto alla confidenza e alla collaborazione tra concittadini, indicando col dito indice il numero uno e pronunciando la fatidica frase “ Nsecunnu precisu, m’accattu i sigaretti n’attumu”.

5) AVAA CA CI PASSA NCAMIU

Con questa frase il Catanese dimostra di avere la dote della misura e della proporzione. Sfida gli automibilisti ad imprese rare e a gesta eroiche. Dicendo questo, evidenzia inoltre l’incapacità degli altri a passare in spazi strettissimi causati da lui stesso. Il riferimento al Camion, sottolinea infatti come in quello stesso spazio il mezzo precedentemente citato passerebbe senza alcuna difficoltà.

 

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“Guida responsabilmente”

Un ringraziamento per l’idea a cittadinanzaattiva.org

 

leggi anche: I 5 CIBI cHE IL CATANESE VIETEREBBESE FOSSE L'OMS

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Scritto da Andrea Carollo, La Liscìa Catanese

La Liscìa Catanese non è umorismo o cabaret, La Liscìa è naturalezza e spontaneità. E’ quel carattere insito nel Catanese che trova maggior espressione nelle situazioni più varie e talvolta tristi. La Liscìa è l’oro dei catanesi, è magia ed è il modo più efficace per sdrammatizzare, per far sorridere chi motivi per sorridere non ne ha, per dire la propria in modo ironico e divertente.

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