giovedì , 21 settembre 2017
ULTIME NEWS
Home / U'Catanisi / Le 5 frasi del catanese durante il pranzo domenicale


Le 5 frasi del catanese durante il pranzo domenicale

Se ci dovessero essere mai delle elezionisu chi debba essere il re indiscusso a tavola, non ci sono dubbi che sbaragliando la concorrenza,le vincerebbe il Catanese .

Egli è particolarmente legato alla tavola e al cibo in generale soprattutto la domenica a pranzo, tanto che è uno dei momenti migliori della sua settimana.

Riporto di seguito le 5 frasi del Catanese durante il pranzo domenicale

  1. CU A VOLI N’AUTRU POCHI ‘I PASTA?
    • Frase pronunciata spesso dalla mamma o dalla zia, data l’enorme quantità di pasta cucinata. La pasta in questione, di solito al forno, deve essere per forza mangiata a pranzo nonostante già sia in programma la spartizione per farla fritta e incastagnata l’indomani a pranzo.
      Nonostante ci sia cibo a quantità industriali, il bis della pasta al forno è un must domenicale e farlo fa bene alla salute.

N.B: Sia ben chiaro che a Catania la pasta fritta l’indomani deve essere INCASTAGNATA

  1. MU MANCIU O NON MU MANCIU? NON VULISSI CA MI IETTA PISANTI
    • Frase pronunciata a tavola quando l’indecisione e l’incertezza si imbatte sul commensale. Tutto d’un tratto, alla vista dell’ennesimo piatto, valuta le cause che potrebbero abbattersi sul suo stomaco qualora decidesse di mangiare il tutto.Alla fine però, si cala macari u’ piattu.
  1. INCHIA, STA MANCIANNU QUANTU A ‘MPOCCU!
    • Questa frase apparentemente offensiva, è diretta al commensale più affamato di tutti. Meravigliandosi dell’ingordigia del proprio figlio, questa frase è pronunciata spesso dal padre. Per la madre, invece, quello è il momento migliore della giornata, perché quando il proprio figlio mangia con gusto e con piacere il cuore le si riempie di gioia ( mancia a mamma ca crisci )
  1. INCHIA, MI CALAI NA CONA
    • Frase pronunciata dal personaggio sopra citato.

Non appena finito di mangiare toccandosi la pancia, comunica a tutti i commensali la consapevolezza di aver esagerato.

[CONA= s. f;  grande contenitore]

 

  1. MANCITILLU A MAMMA, E’ PICCATU.. MACARI SENZA PANI
    • Questa è la frase che “stramma” tutti i piani.E’ proprio nel momento in cui sei convinto di aver finito tutto che entra in campo di battaglia la mamma, che con faccia impietosita ti chiede di mangiare quel poco che è rimasto a tavola, manipolando la tua coscienza incolpandoti preventivamente qualora si trovasse costretta a gettare il cibo, cercando di convincerti di mangiare le rimanenze senza pane, elemento che come sappiamo “inchi cchiossai”
INCHI CHIOSSAI: afferm.; utilizzata per evidenziare la pesantezza dell’alimento   all’interno dello stomaco
STRAMMA: verb. Scombussola, sconvolge
segui
Grazie a cittadinanzaattiva.org

Scritto da Andrea Carollo, La Liscìa Catanese

La Liscìa Catanese non è umorismo o cabaret, La Liscìa è naturalezza e spontaneità. E’ quel carattere insito nel Catanese che trova maggior espressione nelle situazioni più varie e talvolta tristi. La Liscìa è l’oro dei catanesi, è magia ed è il modo più efficace per sdrammatizzare, per far sorridere chi motivi per sorridere non ne ha, per dire la propria in modo ironico e divertente.

CONSIGLIATO

“U’ CHIANCIPACCHIU”: chi è, e come si comporta

Esiste a Catania un famoso essere mitologico, il cosiddetto CP.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *